
”Gli episodi ultimi, quelli di Rosarno in Calabria, hanno reso evidente la debolezza del sistema di accoglienza e d’integrazione. E' stata una lotta tra poveri e chi maggiormente è stato sconfitto è stato il più povero: l'immigrato". Lo afferma il presidente della Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente- MedAmbiente, Giuseppe Nunziato Belcastro. "Occorre ricreare - afferma il presidente - un clima di maggiore e migliore accoglienza, superando le tentazioni di xenofobia, che produce paura, mortificazione dell'umano, perdita di speranza.

All'indomani di giorni di violenti scontri tra lavoratori migranti e cittadini di Rosarno, che hanno portato alla fuga o al trasferimento forzato di oltre un migliaio di immigrati, MedAmbiente ha espresso il timore che le autorità italiane non stiano tutelando i diritti economici e sociali dei migranti e non li stiano proteggendo dalla crescente ondata di xenofobia e violenza a sfondo razziale. L'organizzazione di promozione sociale teme anche che molti dei migranti sfollati, rimangano a rischio di subire ulteriori violazioni.
Gli scontri di Rosarno sono iniziati dopo che, gli occupanti di un'automobile avevano sparato contro due lavoratori migranti con un fucile ad aria compressa. Dopo questo episodio, diverse centinaia di migranti hanno dato vita a una manifestazione lungo le vie della città, protestando contro il trattamento discriminatorio e le misere condizioni di vita, dando fuoco a delle vetture e scontrandosi con le forze dell’ordine. Il giorno dopo, gli abitanti del luogo Calabrese hanno bloccato le strade della Cittadina e occupato la sede Municipale. Due immigrati sono stati colpiti duramente con spranghe, cinque investiti e due feriti con fucili a pallini. Al termine degli scontri, quasi 60 persone tra migranti, rosarnesi e agenti delle forze dell’ordine hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere. L'ordine è stato ristabilito nella Città di Rosarno dopo la partenza di parte dei lavoratori migranti, centinaia dei quali trasferiti immediatamente dalle autorità.
La tratta e lo sfruttamento di molti immigrati ha fatto sì che migliaia di persone nella zona di Rosarno cittadina della piana di Gioia Tauro e in molte altre parti d'Italia lavorino per due/tre euro all'ora e vivano in luoghi non igienici, senza luce e acqua. MedAmbiente teme che le cause di fondo dei fatti di Rosarno risiedano nel massiccio sfruttamento degli immigrati impiegati nell'agricoltura e nell’edilizia e dall'altro nell'assenza di misure concrete, da parte delle autorità, per contrastare la xenofobia in crescita in molti paesi Europei.
MedAmbiente sottolinea inoltre il rischio che molti dei migranti sfollati possano subire ulteriori violazioni dei diritti umani. Le forze dell’ordine hanno trasferito circa 900 immigrati a Bari e Crotone molti di loro vivevano e lavoravano a Rosarno e nella piana di Gioioa Tauro erano regolarmente residenti in Italia, ma molti altri sfollati si trovano in Italia senza autorizzazione. Pertanto, a seguito dei fatti accaduti in terra di Calabria e a tutela dei diritti umani, MedAmbiente e molte organizzazioni locali e internazionali chiedono alle autorità competenti di garantire che:
1) Tutti gli immigrati allontanati dalla Città di Rosarno possano tornare ai loro luoghi di residenza oppure venga loro proposta una sistemazione alternativa adeguata, in altra parte d'Italia;
2) Tutte le denunce di reati a sfondo razzista siano sottoposti a indagini efficaci dalle autorità giudiziarie, chiunque sia ritenuto responsabile sia sottoposto a processo e le vittime (Migranti/Rosarnesi- Rosarnesi/Migranti) ricevano un effettivo risarcimento;
3) Il principio di non respingimento e di una procedura corretta siano rispettati, fornendo a tutti, ove necessario, un accesso effettivo a procedure solidali, eque e soddisfacenti per chiedere asilo o per ricorrere contro un ordine di espulsione beneficiando in pieno delle garanzie procedurali;
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